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Storytelling Aziendale. Come può migliorare il posizionamento del tuo brand

Storytelling Aziendale. Come può migliorare il posizionamento del tuo brand

In questo articolo voglio spiegarti cos’è e perché è importante comunicare attraverso lo Storytelling aziendale Ti ho già spiegato il perché se hai una attività commerciale devi usare i social network. È evidente però, che non basta creare una pagina facebook e aspettare che qualcuno casualmente ci atterri sopra, legga i nostri post e, miracolosamente, arrivi nel nostro ufficio per comprare i nostri prodotti.

Hope is not a strategy

storytelling-aziendale Lo Storytelling Aziendale, migliora la tua brand position e ti permette di costruire una relazione con i tuoi “seguaci”. Le potenzialità della rete sono infinite, ma senza una conoscenza approfondita delle dinamiche che la regolano restano quasi totalmente inespresse. Per questo è fondamentale avere una strategia. Lo Storytelling aziendale ha due principali obiettivi che portano ad una conseguenza.

Obiettivi dello Storytelling aziendale

  • Conquistare nuovi clienti
  • Rafforzare il legame con i clienti esistenti

Conseguenze dello Storytelling aziendale:

  • Miglioramento del brand

Il noto influencer Riccardo Scandellari, nel suo blog Skande, ha postato da poco un articolo che cade a fagiuolo. L’articolo è questo: Personal Branding: il tuo maggiore concorrente Come tutti i post di Skande contiene informazioni e riflessioni molto interessanti ma in particolare vorrei tu ponessi l’attenzione su questo passaggio.

I principi base del marketing non sono cambiati perché è arrivato il digitale, si sono adattati alle peculiarità dei nuovi strumenti, così come, in passato, si sono adattati alla Radio o alla TV. Questo significa che va organizzata una comunicazione che si basa sulla conoscenza fisica, prima che digitale, perché il digitale è l’estensione della tua parola a persone che momentaneamente non puoi incontrare. (grassetto mio, nda)

In queste poche parole c’è tutto. Il mondo è cambiato e non prenderne atto significa restare fuori dal mercato o quantomeno perderne una grossa fetta. Corporate Storytelling Negli USA e nell’Europa del nord il corporate storytelling è molto diffuso. Qui in Italia, grandi nomi a parte, molte piccole e medie imprese non sanno nemmeno cosa significhi fare storytelling. Moltissime aziende utilizzano spot banali nel vano tentativo di fare breccia su un utente sempre più sommerso da stimoli. Il tutto con una spesa notevole ed un ritorno pessimo.

Fare storytellng aziendale significa raccontare l’azienda da dentro a partire dalle origini, dando voce a chi l’azienda l’ha fatta e l’ha portata dov’è oggi. Questo significa che, se l’azienda è tua, devi metterci prima di tutto la tua di faccia, e poi quella dei tuoi collaboratori. 

L’arte di raccontare storie è un’arma potentissima che ha origini molto molto antiche, esiste sin dalle origini dell’uomo ed è per questo che funziona. Già ti vedo che annuisci ma che sotto sotto stai pensando: Ok Alessandro, ma in concreto come si fa storytelling aziendale?

Lascia che ti dia qualche buon consiglio.

Dell’importanza dello Storytelling ho già parlato in questo articolo che però era più mirato ad accrescere il personal brand. Nel caso del corporate storytelling le dinamiche sono simili ma ci sono alcune considerazioni in più.  corporate-storytelling

Un buon inizio potrebbe essere quello di leggere qualche libro, per esempio quello di Andrea Fontana intitolato appunto “Storytelling d’impresa“. Il passo successivo è osservare i competitor, almeno quelli che lo fanno bene. Ho scelto di prendere in esame un caso particolare.

In decine di occasioni mi sono sentito dire: “Ma cosa vuoi che me ne faccia di una pagina Facebook? Io vendo gas e luce, cosa pubblico la foto dei contatori“?

Proprio per questo ho scelto di trattare un’azienda che non conosco ma che a mio avviso si muove bene sui social. Si tratta di Enegan – Gas e Luce. Non credo di dover specificare di cosa si occupano. 🙂 È evidentemente di un fornitore di energia. Il caso tipico di “Che ci metto sui social? Chi vuoi che si interessi a un prodotto che non si può vedere, guidare, indossare”?

Eppure… Enegan ha una Pagina Facebook che, nell’istante in cui scrivo, conta quasi 20.000 fan. storytelling aziendale Un account Instagram con più di 7000 seguaci. storytelling aziendale Un account su Twitter con oltre 3.000 follower. storytelling-aziendale Hanno persino dei board su Pinterest! storytelling aziendale E, dulcis in fundo, un canale YouTube. storytelling-aziendale Si tratta di una azienda che ha compreso pienamente la potenza web marketing e cerca di sfruttarla al meglio. Come ti ho già detto, è importante adattare lo stile della comunicazione alla piattaforma ed avere una strategia di attacco.

Enegan ce l’ha e, a mio modestissimo avviso, è molto buona. Su ogni social pubblicano contenuti di tipo diverso, ma con le stesse finalità: generare inbound marketing. Guarda per esempio questo post sulla loro pagina facebook. storytelling-aziendaleNon c’è nulla che riguardi i servizi che vendono. C’è un invito a donare denaro per la Dynamo Camp, una no-profit toscana che si occupa di bambini affetti da patologie gravi o croniche.  È un modo di utilzzare il social molto bello e pulito che rende bella e pulita l’immagine di chi così lo utilizza, con un ritorno in termini di brand awareness non misurabile ma sicuramente importante.

E non è assolutamente l’unico post fatto così. La stragrande maggioranza dei contenuti sulla loro pagina facebook sono concepiti in questo modo.  Inoltre: ricordi quando poco più sopra ti ho scritto che “Fare storytellng aziendale, significa raccontare l’azienda da dentro a partire dalle origini, dando voce a chi l’azienda l’ha fatta e l’ha portata dov’è oggi.”?

Ho affiancato due post che hanno come didascalia “Enegan ieri…” e “Enegan oggi…” storytelling-aziendale A parlare sono le immagini. La prima mostra un gruppo di persone che stanno lavorando ad un progetto; la seconda mostra il progetto realizzato. Due immagini e quattro parole in tutto raccontano il successo di una società. 🙂

Sul loro canale YouTube, invece, fanno parlare i dipendenti e collaboratori e ti ho già spiegato quanto questo produca fiducia, sicurezza. Postano dei video brevi, realizzati tecnicamente bene, delle durata di un paio di minuti al massimo in cui una parte attiva della società ci mette la faccia e risponde alle domande che solitamente si pone un potenziale cliente.  Un esempio? Se devi cambiare fornitore domestico molto probabilmente vai su Google e cerchi informazioni. Se Enegan avrà lavorato bene sul posizionamento (non ho controllato, ma mi sembra di no) ti imbatterai in questo video nel quale una loro collaboratrice illustra quali sono le domande da porsi e ovviamente fornisce le risposte oltre ad elencare un’altra serie di vantaggi.

 

Ci sono più di 10 video nei quali parla un dipendente dell’azienda, in base al ruolo che ricopre e alle sue competenze. Una strategia ottima, ben diversa da un freddo comunicato che fornisce le stesse risposte firmato “Lo Staff” o “Nome Azienda Srl.” Qui ci sono dei volti, ci sono delle persone in carne ed ossa, le stesse che troverai quando andrai in ufficio per chiedere informazioni e che ti sembrerà di conoscere. Altra chicca notevole poi, è quella di far parlare i clienti ottenendo testimonianze dirette. Per esempio:

 

La loro comunicazione su Twitter ricalca più o meno quella su Facebook. Punta semplicemente a generare engagement, a costruire una relazione con i follower attraverso delle call to action e persino dei concorsi a tema.

Come vedi, nessuna traccia delle offerte relative ai loro servizi. Altro social, altro tipo di contenuto. E così, Enegan su Instagram punta a simpatizzare con il pubblico più giovane.

Concludo analizzando il sito web di Enegan, anch’esso pensato per generare inbound Una volta sul sito la prima cosa che appare non è il prezzo dei loro servizi, ma sono messi in evidenziai gli aspetti valoriali dell’azienda e c’è una call to action:storytelling aziendale Come vedi il messaggio non è più il classico urlo:

  • Abbiamo un prodotto fantastico!
  • Lo vendiamo ad un prezzo pazzesco!
  • (quindi) Compralo!

Tutt’altro. Il messaggio che passa al visitatore è:

  • Crediamo in determinati valori (Eroghiamo Energia Certificata, prodotta da fonti rinnovabili, senza combustibili ed emissioni di gas nell’atmosfera);
  • Siamo trasparenti (L’Area Clienti attraverso la quale ogni cliente può monitorare i propri consumi, gestire la fornitura e tanto altro…);
  • (quindi) Abbiamo un prodotto fantastico.

Esattamente l’Inbound Marketing di cui ti parlavo più su e di cui parlerò diffusamente. Spero ti sia piaciuto questo articolo e se la risposta è sì allora condividilo sui tuoi canali social. Come sempre ti invito a farmi sapere cosa pensi qui sotto nei commenti. Chiedimi pure quello che vuoi, sarò felice di risponderti! Ci leggiamo presto! 🙂

Alessandro

Hai una attività commerciale? Devi usare i social network. Ti spiego perché

Hai una attività commerciale? Devi usare i social network. Ti spiego perché

 

In questo articolo voglio spiegarti il perché qualunque cosa tu venda con la tua azienda devi usare i social network e devi farlo ora, perché i tuoi competitor lo stanno facendo da un pezzo, investendo anche molto denaro.perche-devi-usare-i-social

Sei pronto? Si parte!

Credere che l’uso dei social network riguardi solo i personaggi famosi come cantanti, calciatori o chef stellati è semplicemente ridicolo. Forse, al contrario, quelli citati potrebbero tranquillamente farne a meno, vista la loro notorietà, ma la loro presenza sui social e la costanza con cui interloquiscono con i loro fan dovrebbe farti comprendere l’importanza di esserci. Ti spiego il perché. 

I Social Network nel mondo e in Italia

Parlare di social network significa parlare principalmente di Facebook. Facebook è senza ombra di dubbio il Re dei social. Gli esperti di cinquanta testate internazionali hanno stilato la classifica delle dieci più importati e rivoluzionarie scoperte degli ultimi 15 anni. Indovin cosa c’è al primo posto?

Sì, lui: Facebook.

Attualmente, ma il dato è in continua evoluzione, vanta 1,8 miliardi di utenti attivi ogni mese. Più di 1 miliardo di persone accede a Facebook quotidianamente.
In italia circa 28 milioni di persone sono su Facebook e di questi 23 milioni lo usano ogni giorno di cui 21 da mobile. 

numeri-di-facebookSolo questi numeri dovrebbero essere sufficienti a farti capire che non essere sui social significa sostanzialmente non esistere, o quasi.
Una strategia social comprende l’utilizzo di diverse piattaforme, per questo non devi tralasciare gli altri social perché se è vero che Facebook non ha rivali, anche gli altri hanno numeri importanti.

social media nel mondo

Oltre a questa ragione i motivi per i quali la tua azienda deve avere una pagina Facebook sono diversi. Attraverso una pagina Facebook potrai:

  • Accrescere le tue possibilità di business
  • Migliorare il posizionamento del tuo Brand
  • Costruire relazioni con i tuoi clienti
  • Influenzare l’acquisto dei tuoi prodotti
  • Accrescere la visibilità della tua azienda
  • Rivolgerti ad un target preciso
  • Ricevere feedback e migliorare la tua comunicazione
  • Ricevere feedback e ottimizzare i tuoi prodotti

Per spiegarti nel dettaglio uno ad uno i punti di cui sopra, voglio raccontarti una storia.

Rossella ha un negozio di abbigliamento femminile (il discorso è identico anche se la tua società vende gioielli, accessori per animali, giocattoli e anche se sei nel terziario e vendi servizi immateriali).

Una sera, mentre è a casa sul divano, scorre la home di Facebook e le appare la pagina di Liu Jo, noto brand di abbigliamento, scarpe e borse da donna. Rossella entra nella pagina e vede che ci sono quasi un milione di “fan”. Scrolla un pochino e si rende conto che ogni post della pagina è condiviso da centinaia e talvolta migliaia di utenti, con migliaia e migliaia di “Mi piace”.

Lyu Jo

 

In un attimo Rossella ha la percezione di quello che già subodorava: essere sui social è fondamentale. Per prima cosa quindi decide di creare una pagina Facebook per il suo negozio: “Rossella Boutique”
Creare la pagina Facebook aziendale è un processo di una semplicità disarmante oltre che totalmente gratuito. Se proprio non sai come fare, te lo spiega Facebook a questo link.

Ora che ha la sua pagina aziendale, Rossella decide di aprire anche un account su InstagramAnche questa è un’operazione molto semplice, è tutto spiegato qui, su Facebook.
[Sì, su Facebook, perché anche Instagram è di Zuckerberg 🙂 ]

instagram

Rossella Boutique è pronta a macinare risultati!

Ma lascia che ti sveli un segreto.

Facebook è un canale a pagamento. Sì, hai letto benissimo: Facebook è un canale a pagamento. Ma come, Alessandro? Mi hai detto di creare una pagina Facebook perché tra le altre cose è gratuita e ora mi stai dicendo che si paga?

Proprio così.

Essere presenti sui social è gratuito. Essere visti, no. Zuckerberg e il suo team lavorano 24 ore al giorno, 7 giorni su 7 per cambiare in continuazione gli algoritmi in modo che ad essere visualizzate per primi nel feed siano soprattutto le aziende che sganciano soldini.

Ti spiegherò come fare e perché è fondamentale farlo, ma ora voglio che ti concentri su quello che è possibile ottenere da Facebook, senza spendere un centesimo in advertising, e credimi, non è poco.

Torniamo a Rossella. Ha creato la sua pagina, ricordi? Ecco che nel suo negozio entrano due ragazze: Federica e Roberta. Federica e Roberta sono alla ricerca di un regalo per il compleanno di Marina, una loro cara amica. 

abitoDopo aver ribaltato mezzo negozio, hanno finalmente deciso di acquistare un abitino di René Lezard. Il vestito è in vetrina a quasi 400 € ma Rossella sa di avere un margine.

Potrebbe semplicemente offrire uno sconto alle due ragazze per renderle più felici della scelta e quindi fidelizzarle come clienti, ma decide di sfruttare lo sconto per ottenere qualcosa in più.

Con un po’ di malizia dice loro che se si registrano seduta stante sulla sua pagina Facebook otterranno il 5/10/15% di sconto (la percentuale la decide Rossella, in base al tipo di prodotto e al margine che sa di ricavare e ad altre considerazioni).

Le due ragazze compiono l’operazione in pochi secondi ed ecco che la pagina del Rossella sarà visibile a tutte le loro amicizie (potenzialmente 10.000 persone: i 5000 amici di Federica + i 5000 amici di Roberta).

Et voilà: potenzialmente* diecimila persone sono a conoscenza della pagina “Rossella Boutique” ed è probabile che qualcuna delle amiche di Federica e Roberta passi in negozio.

Quanto ha speso Rossella in volantinaggio o annunci radio-televisivi per raggiungere un pubblico così vasto? Zero.

È probabile che qualcuno faccia clic sulla sua pagina di Rossella, e troverà gli album di tutti i suoi prodotti, catalogati per bene: intimo, abiti da sera, giacche, scarpe etc. 

Rossella saluta e ringrazia le due ragazze e chiede loro la gentilezza di “taggare” la sua pagina in una foto della loro amica Marina che indossa il vestito nuovo.

Passa qualche minuto ed arriva Claudia, un’amica di Roberta. Stava navigando su Facebook quando ha letto “Roberta si è registrata presso Rossella Boutique“. Era a pochi passi ed ha deciso di raggiungerla, anche perché è in cerca di una Borsa, ma è arrivata poco dopo l’uscita di Federica e Roberta.

Claudia è una ragazza molto appariscente che veste con molto gusto e con un portamento niente male. Dopo aver messo a soqquadro il negozio di Rossella, ha scelto una Borsa Versace Jeans dal costo di 139 € che diventeranno 130 se lei si registrerà sulla pagina Facebook di Rossella e addirittura 120 se accetterà anche di farsi una foto con la sua nuova borsa e metterla su Instagram “taggando” il profilo che Rossella ha appositamente creato e sistemato. borsa

Così facendo, utilizzando alcuni hastagh ben studiati, Rossella potrà rilanciare la foto di Claudia dal suo account ottenendo una bella pubblicità gratuita e aumentando di molto le probabilità che qualche instagramer arrivi sul suo profilo.

Che dici? Ti convince questa storia? 🙂

Ora rivediamo i punti che ti ho accennato prima relativamente al perché devi essere sui social:

Essere sui social per accrescere le tue possibilità di business

Mi pare non ci siano dubbi, no? Senza i social una vendita è una vendita, mentre con un semplice tag una vendita diventa un’occasione per promuoversi ad un pubblico molto, molto vasto.

Migliorare il posizionamento del tuo Brand

Quando un utente mette “Mi piace” alla tua pagina inizia a ricevere ogni tuo aggiornamento sulla sua Home, restando così in contatto con la tua azienda.

Se ci pensi è straordinario. Un cliente –  o potenziale cliente – non è fisicamente nel tuo negozio, ma sa cosa succede al suo interno: se sono arrivati o capi della nuova collezione, se ci sono promozioni in corso, etc. Tutto questo non fa che migliorare il posizionamento del tuo Brand!

Costruire relazioni con i tuoi clienti

Dalla tua pagina aziendale puoi lanciare Call to Action e interagire con i tuoi “fan” e attraverso lo scambio di opinioni ricevere informazioni importantissime per migliorare le tue azioni di marketing. I grandi Brand lo fanno.Lyu Jo CTA

Influenzare l’acquisto dei tuoi prodotti

Una pagina aziendale curata, con delle foto molto ben fatte e un dialogo quotidiano con i “fan” può spingere i clienti a visitare il nostro negozio fisico e perché no, acquistare qualcosa!

Accrescere la visibilità della tua azienda

Con l’esempio di Rossella ti ha già detto tutto in merito. Inoltre considera che la crescita dei social è esponenziale. Pensa solo questo: ci sono 28 milioni di utenti Facebook in Italia, significa che altri 30 milioni non ci sono, ma arriveranno. Certo non tutti, ma moltissimi sì 😉

Rivolgerti ad un target preciso

Attraverso lo strumento Insights messo a disposizione d Facebook, puoi ottenere dati quantitativi e qualitativi degli gli utenti che frequentano la tua pagina. Questo ti permetterà di lanciare campagne mirate con tassi di conversione molto maggiori.

Ricevere feedback e migliorare la tua comunicazione

Analizzando le reazioni dei fan sarà facile capire quali contenuti attirano maggiormente l’attenzione e quali sono da evitare: Vuoi un esempio grandioso?

La Algida, nota marca di gelati ha smesso di produrre il Winner Taco. Moltissimi utenti non hanno gradito questa scelta e sono nati diversi gruppi di protesta su Facebook: “Ridateci il Winner Taco”

ridatei tacoAlgida non si è fatta scappare l’occasione ed ha accolto la “protesta”. Qualche settimana dopo, infatti, ha sorpreso i suoi fan con un annuncio straordinario:

taco tornaCome vedi c’è un dialogo tra l’azienda ed i suoi clienti. “Avete fatto così tanto rumore da risvegliare un orso polare dal suo letargo“, dice l’annuncio con l’hashtag #Winnertaco
Devo aggiungere altro? 🙂

Ricevere feedback e ottimizzare la scelta dei prodotti da vendere

Pubblicando le foto dei prodotti in vendita presso la tua azienda avrai la possibilità di valutare le risposte di una bella fetta di mercato e scegliere al meglio quali prodotti proporre e quali no.

Conclusioni

Credo di averti dimostrato senza ombra di dubbio che se non hai una presenza social stai perdendo grosse occasioni di business.

Voglio concludere con due parole sulle ultime novità riguardanti Facebook ed Instagram.

fb-market-place

Entrambi i social stanno cercando di implementare la loro piattaforma per trasformarla in un e-commerce. Che vuol dire? Che stanno cercando di rendere possibile la vendita di prodotti direttamente da Facebook e Instagram. Non so se ci riusciranno. Finora hanno fallito tutti.

Facebook ha lanciato Market Place che presto arriverà in italia. Su Wired c’è un articolo che ne illustra il funzionamento.
Instagram, invece, sta testando una nuova funzione che permetterà di acquistare prodotti direttamente dall’app, come spiega il Corriere, qui.

In definitiva, qualunque cosa tu venda con la tua azienda devi usare i social network e creare una presenza costante del tuo Brand con il Corporate Storytelling.
Ne ho già parlato in questo articolo, ma ci sto scrivendo un post specifico e dettagliato 🙂

Sei arrivato fin qui? Fantastico! 🙂 Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi: scrivilo qui sotto nei commenti!

E se hai bisogno di qualsiasi consulenza, usa la mia pagina di Contatto 🙂

Ci leggiamo presto!

Alessandro

I 7 (+1) ingredienti per scrivere articoli strepitosi. Il Persuasive Copywriting.

I 7 (+1) ingredienti per scrivere articoli strepitosi. Il Persuasive Copywriting.


In questo articolo voglio parlarti di un argomento che da appassionato di marketing, nonché operatore del settore, mi affascina moltissimo: il Copywriting Persuasivo. 

Ti è mai capitato di imbatterti in un articolo e non riuscire a smettere di leggerlo

Ti è mai successo di ritrovarti immerso in un post lunghissimo e arrivare alla fine senza aver mai staccato gli occhi dallo schermo?


Sì, vero?
Allora sai di cosa sto parlando.

Presta bene attenzione a ciò che sto per dirti perché alla fine di questo articolo avrai imparato le tecniche base che ti permetteranno di scrivere contenuti grandiosi, capaci di attrarre pubblico e generare engagement

Il primo consiglio che voglio darti è quello di acquistare, immediatamente, questo libro di Robert Cialdini: Le armi della persuasione. Come e perché si finisce per dire di sì. Come scrivere un articolo strepitoso

Robert Cialdini è uno psicologo statunitense che oggi insegna Marketing all’Arizona State University, la più grande università pubblica degli Stati Uniti.

Cito testualmente da WikipediaCialdini è noto a livello internazionale per essere uno dei principali studiosi della psicologia sociale della persuasione

I suoi studi e le sue pubblicazioni sono considerate una delle più rilevanti matrici teorico-concettuali di settore, da cui si è poi articolata la ricerca sui processi cognitivi e relazionali della persuasione interpersonale. 

È un libro davvero molto interessane e ben fatto. Lo trovi su Amazon al prezzo di 5 caffè e ci sono oltre 200 testimonianze di lettori.

Ora veniamo a noi. 

Come si scrive un articolo “ipnotico”? Quali caratteristiche deve avere un post per essere divorato dai lettori?

Nella mia esperienza di copywriter ho scritto centinaia di articoli e sales letter per svariate tipologie di prodotti/servizi e ho tratto la conclusione che sono 7 (+1) le condizioni necessarie affinché un post sia perfetto.

Un post perfetto deve avere:

  1. Un titolo maestoso
  2. Una breve introduzione 
  3. Una Call To Action iniziale
  4. Una promessa fatta al lettore
  5. Un contenuto straordinario (che insegnando qualcosa al lettore mantiene la promessa)
  6. Una Call To Action finale
  7. Delle immagini coerenti con il post
  8. Ingrediente magico

Passerò in rassegna ogni singolo punto mostrandoti come anche un solo piccolo accorgimento può cambiare il destino di un post.

#1 Come scrivere il miglior titolo per un post

Questo studio della Columbia University in collaborazione con il Centro Congiunto Microsoft Research-INRIA ha dimostrato che il 59% dei link condivisi sui social network in realtà non sono mai stati aperti.

Perché te ne parlo? Perché questo dovrebbe farti capire quanto determinante sia il ruolo del titolo.

Esistono decine e decine di studi sulla scelta del titolo e sulla sua importanza.

Ho letto e studiato l’impossibile in materia e mi sono fatto un’idea precisa basata anche sulla mia (lunga) esperienza.

Ogni giorno siamo bombardati da messaggi di ogni genere.

Leggere tutto è assolutamente impossibile e questo è il motivo per il quale il titolo è fondamentale affinché un lettore decida quantomeno di aprire l’articolo. Il titolo quindi deve essere esplosivo.

ATTENZIONE! Il click-baiting fine a se stesso produce molte visite nel brevissimo periodo ma un titolo sensazionalistico con un contenuto scadente porta il lettore ad inserirti nello spam e lasciarti lì, per sempre.

Come scrivere un post straordinario Per adattarsi alla mole infinita di informazioni il nostro modo di leggere è cambiato nel tempo.

Oggi il lettore medio non legge, come gli hanno insegnato a scuola, da sinistra verso destra, seguendo le singole parole, ma saltella da un punto all’altro dell’articolo, seguendo (o credendo di seguire) l’istinto, le parole che per qualche strana ragione (?) catturano la sua attenzione.

Dopo una breve perlustrazione, se decide che ciò che ha *letto di sfuggita* è interessante, allora ricomincia dall’inizio, ma stavolta seguendo gli insegnamenti scolastici. 

* La formattazione del testo ricopre un aspetto molto importante. Proprio sapendo che il lettore saltellerà, un uso ben studiato del grassetto, del corsivo e del sottolineato può portarlo dove vogliamo noi.* 

Lo stesso discorso vale per il titolo.

Chi legge un titolo di solito testo legge le prime parole, poi saltella e passa alle ultime e ricorda solo quelle: le prime e le ultime.

Un esempio? “Come creare un video virale. Tecniche e strumenti necessari. La guida completa.

È fondamentale piazzare all’inizio dell’articolo l’argomento che intendiamo trattare: “Come creare un video virale“.

Nella parte centrale possiamo inserire un contenuto che se omesso non danneggia il titolo, ma che se letto è un valore aggiunto: “Tecniche e strumenti necessari.” 

Alla fine bisogna chiudere con due o tre parole che resteranno impresse al lettore: “La guida definitiva”

Un titolo del genere è molto buono. Un lettore distratto leggerà velocemente “Come creare un video virale. La guida definitiva“.

In una frazione di secondo il suo cervello deciderà che quell’articolo è interessante e farà clic sul link.

[Piccola parentesi: potrebbe interessarti anche “Come e perché un video diventa virale“.]

Un altro ottimo metodo per concepire un titolo vincente è quello di usare le liste.

Questo articolo, per esempio, si intitola: “I 7 ingredienti (+1) per scrivere articoli strepitosi. Il Persuasive Copywriting“.

Il metodo usato è un misto tra la tecnica delle liste e quella del Curiosity gap.

La parola strepitosi, tra l’altro, è un ottimo gancio che porta il lettore a chiedersi “Vediamo cos’ha di strepitoso questo articolo” e quindi lo apre.

Naturalmente questo non basta: l’articolo deve essere strepitoso sul serio, perché come forse avrai sentito “Non esiste una seconda occasione per fare una buona prima impressione“.

Esistono diverse strategie per costruire un titolo funzionante. 

Ti riassumo quelle che sono le migliori:

  • Fare domande – “Come si scrive un articolo straordinario?”
  • Curiosity Gap – “I 7 (+1) ingredienti per scrivere articoli strepitosi!”
  • Effetto negatività – “Non commettere più l’errore di…”
  • How to – “Come fare per…” La tecnica che ha reso famoso Salvatore Aranzulla 🙂
  • Le liste – “I 7 (+1)  ingredienti per scrivere articoli strepitosi!”
  • I target mirati – “Dedicato a chi vuole…”
  • Specificità – “I cinque passaggi per ottenere…”

Tutte queste considerazioni come ti ho già spiegato tendono ad un solo obiettivo: fare in modo che il lettore apra il tuo articolo e sia invogliato a leggere almeno le prime righe. Per questo motivo è fondamentale l’ingrediente n. 2. 

#2 L’importanza di una breve introduzione

Il tuo titolo ha avuto l’effetto sperato: l lettore ha deciso di aprire il tuo articolo e ha iniziato a leggere le prime righe.

Immagino te che hai aperto questo post, probabilmente affascinato dal titolo, hai scrollato la pagina e guardando la lunghezza hai pensato: “Nooo, non ce la posso fare“.

È per questo che ho piazzato una breve introduzione. Te la riporto:

In questo articolo voglio parlarti di un argomento che da appassionato di marketing, nonché operatore del settore, mi affascina moltissimo: il Copywriting Persuasivo.

Ti è mai capitato di imbatterti in un articolo e non riuscire a smettere di leggerlo?

Ti è mai successo di ritrovarti immerso in un post lunghissimo e arrivare alla fine senza aver mai staccato gli occhi dallo schermo?

Sì, vero? Allora sai di cosa sto parlando.

Questa introduzione è servita ad incoraggiarti a proseguire nonostante la lunghezza del post.

D’altronde il titolo parla di post fantastico ed è facile immaginare che si tratti di un post lungo.

#3 La promessa e il copywriting persuasivo

Copywriting persuasivo

Un istante dopo deve scattare la promessa e contemporaneamente deve partire il persuasive copywriting.

Rileggi l’inizio di questo articolo.

Innanzitutto, come vedi, c’è una frase che serve a mettere l’autore (me) sul piano del lettore. Te la riporto:

Ti è mai capitato di imbatterti in un articolo e non riuscire a smettere di leggerlo?

Ti è mai successo di ritrovarti immerso in un post lunghissimo e arrivare alla fine senza aver mai staccato gli occhi dallo schermo?

Sì, vero? Allora sai di cosa sto parlando.

Il breve passaggio sopra serve a creare empatia, connessione, che è uno dei primi obiettivi del copywriting persuasivo.

Copywriting persuasivo che si fa prepotente già nel rigo successivo con la promessa: 

Presta bene attenzione a ciò che sto per dirti perché alla fine di questo articolo avrai imparato le tecniche base che ti permetteranno di scrivere contenuti grandiosi, capaci di attrarre pubblico e generare engagement.

Osserva il “Presta bene attenzione a ciò che sto per dirti…” e “…alla fine di questo articolo avrai imparato“.

La prima parte serve a tenere alta l’attenzione dell’utente e il solo nominare la parola attenzione la ridesta.

La seconda gli promette che, se farà il piccolo sforzo di leggere tutto il post, imparerà a scrivere articoli fantastici.

Arrivati a questo punto il lettore non può fare a meno di chiedersi: “Va beh, che mi costa? Cinque minuti e imparo qualcosa”.

Se abbiamo fatto tutto per bene lo abbiamo catturato e se non commettiamo errori grossolani divorerà il nostro articolo senza soste.

 #4 Call To Action iniziale

persuasive copywriting È il momento della prima Call To Action. Eccola qui:

Il primo consiglio che voglio darti è quello di acquistare, immediatamente, questo libro di Robert Cialdini: Le armi della persuasione. Come e perché si finisce per dire di sì.

Segue una breve argomentazione sul perché il lettore farebbe bene a compiere quella azione.

Per inciso: perché se vuole imparare il Copywriting Persuasivo deve studiare e deve studiare i migliori. 

#5 Un contenuto straordinario

Un contenuto straordinario è prima di tutto un contenuto che insegna qualcosa al lettore.

Può essere un articolo, un video, una info grafica, un podcast, non importa la forma, ciò che conta è che se hai fatto una promessa al lettore tu la mantenga, punto.

In questo articolo ti ho promesso che ti avrei insegnato a scrivere post straordinari con le tecniche del Copywriting Persuasivo e che ti avrei guidato passo passo nello studio delle mie tecniche personali, quelle che uso abitualmente da anni e che mi hanno portato risultati grandiosi. 

Un contenuto di valore riporta studi, cita altri riferimenti del settore, consiglia libri inerenti l’argomento, suggerisce l’uso di particolari strumenti e soprattutto contiene istruzioni pratiche che il lettore può iniziare ad usare subito, dal minuto dopo aver letto il post.

Un contenuto straordinario è un contenuto che ha richiesto ore di studio prima, e di elaborazione dopo.
Un contenuto straordinario è la summa di quello che abbiamo imparato negli anni dell’argomento che stiamo trattando, con approfondimenti specifici e consigli utili. 

#6 Call To Action finale

La Call To Action finale è semplicemente la cosa più importante dell’articolo. 🙂

È fondamentale per questo avere ben chiaro il motivo per cui si scrive un articolo.

Un post scritto per sfogarsi non necessita di Call To Action né di persuasive copywirting né di tutto quello che ci siamo detti finora, per il semplice motivo che non ha alcun obiettivo se non quello di riempire una pagina: non deve vendere un prodotto o un servizio, non deve generare lead, non deve far niente.

Nulla in contrario contro chi ha un blog nel quale racconta le proprie giornate senza pretese, ma se state leggendo questo articolo è molto probabile che vi interessi scrivere post per ottenere qualcosa, per raggiungere un obiettivo.

Questo obiettivo deve essere chiarissimo, perché il post varia in base anche all’obiettivo

Con la Call To Action finale chiediamo al lettore di ricompensarci per aver mantenuto la promessa e per aver lavorato sodo alla realizzazione del contenuto.

Io ho impiegato 4 giorni per scrivere questo post, anzi per la precisione 4 notti, perché di giorno lavoro e di sera sto con mia moglie e le mie bambine 🙂

Facciamo un esperimento? 

Se hai capito qual è la Call To Action finale di questo post scrivilo nei commenti 🙂

#7 Le immagini

Le immagini giocano un ruolo fondamentale nelle riuscita di un articolo.

Voglio mostrarti una cosa. scrivere post straordinari Sono dati estrapolati da analytics del mio account Twitter (a proposito: seguimi!).

I miei follower sono sempre gli stessi ma la loro re-azione è totalmente differente. 

Il primo tweet ha un testo e un’immagine, il secondo ha soltanto del testo. 

In termini di visualizzazioni non c’è nemmeno paragone: 13.000 contro appena 500.

Non solo. Il tasso di interazione è 5 volte superiore. 

Quasi 20 persone su 100 hanno interagito con il tweet contenente un’immagine, mentre appena 3 su 100 lo hanno fatto con il tweet solo testuale.

Perché?

Perché le immagini comunicano molto più delle parole.

Oltrepassano la razionalità con il loro potere evocativo e stimolano la nascita di emozioni, sentimenti, azioni istintive come, appunto, la condivisione.

Per questo motivo la scelta delle immagini deve essere fatta con molta attenzione.

Un capitolo a parte meriterebbe poi la scelta dei colori.

Mi limito ad un cenno: non usarne mai più di 3. Io solitamente mi limito a 2: il nero per il testo normale e il rosso per i link. E infine….

#8 L’ ingrediente magico

Tutto quanto detto finora è necessario ma non sufficiente per scrivere un articolo strepitoso.

Manca ancora un ingrediente, un tocco di magia capace di trasformare un articolo molto bello in un articolo indimenticabile!

Ora seguimi attentamente, stai per conoscere il segreto per rendere un post indimenticabile!

Ricapitolando, hai imparato quali sono le 7 condizioni necessarie ma non sufficienti per scrivere un post strepitoso:

  • Il titolo maestoso
  • L’ introduzione 
  • La 1^ Call To Action
  • La promessa 
  • Il contenuto straordinario
  • La 2^ Call To Action
  • Le immagini 

Manca l’ultimo tocco, che ho scelto di inserire come ultimo ma che è il più importante di tutti.

Lo Storytelling. Lo storyche? Sì, lo Storytelling. Fare storytelling significa raccontare una storia.

Sin dalla notte dei tempi il raccontare una storia è il modo migliore per informare qualcuno emozionandolo, rendendo così indimenticabile quella storia, quel contenuto.

Quando un contenuto riesce a far leva sulle emozioni diventa eterno nella testa di chi lo legge/ascolta/vede.

Hai capito benissimo: per colpire i tuoi lettori devi offrirgli un contenuto di altissimo valore, con un titolo accattivante e delle immagini toccanti, ma devi soprattutto raccontargli una storia.

Vuoi qualche esempio?

“L’antico vaso andava portato in salvo…” Dai, dimmi che non ricordi questo passaggio? 🙂

Gli spot di Amaro Montenegro rappresentano uno dei primi esempi di Storytelling audiovisivo arrivati in italia.

Oggi non esiste spot pubblicitario che non faccia uso dello Storytelling: dai biscotti alle autovetture passando per le lamette da barba, tutte le pubblicità sfruttano i “format narrativi”.

Lascia che ti mostri la pubblicità di un’automobile.

Si tratta di una vettura e pertanto per venderla si dovrebbe far leva sulle sue caratteristiche: la cilindrata, la scocca, gli interni, le prestazioni. Invece le caratteristiche tecniche della vettura vengono appena accennate e spesso omesse del tutto.

Si fa leva sull’aspetto innovativo dell’auto che si vuole evidenziare in quel determinato spot e su quello si costruisce una storia cercando di emozionare chi la ascolta.
Guarda questo spot, dura 30 secondi.

Osserva con attenzione.

Appena parte il video, per solo un secondo viene mostrato in basso a sinistra il consumo della vettura.

Solo un secondo, stop.

Nessun altra informazione tecnica viene fornita perché viene semplicemente mostrata.

Non c’è un venditore che ti parla dell’estetica grintosa o delle linee minimaliste, dei passaruota etc.

C’è un video che ti mostra queste caratteristiche e lo fa raccontandoti la storia di due amanti. 

Dura pochissimo, fa leva su alcuni aspetti della vettura e chiude con un Pay Off “Nuova Tiguan: Connected with your life“. 

È esattamente questo lo storytelling. 

Chiaramente ci sono delle regole da rispettare per costruire uno storytelling ottimale.
ABC Copywriting le ha riassunte in una info-grafica.

Fiducia – Una storia funziona meglio se chi la ascolta si fida di te, è fondamentale, quindi, costruire nel tempo un rapporto di fiducia con i lettori.
Emozioni – Ne abbiamo già parlato nel passaggio relativo all’uso delle immagini, ricordi? Devi emozionare il lettore. Per farlo puoi creare conflitti, legami, tensioni, suspense e altre armi della narrativa classica.
Relazione – Devi fare in modo che il lettore si riconosca nella storia che racconti affinché sia travolto dalla narrazione.
Immersione – Meglio ancora se riesci a fare in modo che il pubblico si immerga completamente in una storia diventando il personaggio principale. Se ci riesci hai vinto!
Semplicità – La storia deve essere semplice ma forte. Hai visto il video? Dura 30 secondi.
Personale – Le storie funzionano meglio se la morale della storia non è troppo palese ma anzi permettono ad ogni lettore di trarre la propria.
Familiare – I tuoi lettori valuteranno la tua storia raffrontandola a quelle che già conoscono. Più familiare è una storia e più potente sarà il suo effetto. storytelling

Ok, Alessandro. Tante belle parole. Ma funziona lo storytelling? Se funziona? E sì, direi proprio di sì. 

Ti racconto il caso di Significant Objects.

I fondatori di questo sito hanno condotto un esperimento strutturato in tre fasi:

  1. Hanno comprato al mercato delle pulci oggetti insignificanti e dal costo irrisorio (al massimo 2 dollari)
  2. Hanno chiesto ad un gruppo di 200 copywriter di scrivere delle storie su quegli oggetti;
  3. Hanno rimesso in vendita gli oggetti su ebay corredandoli con le storie raccolte

Il Risultato? 

The objects, purchased for $1.25 apiece on average, sold for nearly $8,000.00 in total. (Proceeds were distributed to the contributors, and to nonprofit creative writing organizations.) All the project’s stories are archived on this site.

Gli oggetti, acquistati mediamente per 1,25 $ ciascuno sono stati rivenduti ad un totale di 8.000$!

Un uso sapiente dello storytelling fa crescere il valore di un prodotto è di conseguenza di tutto il brand.

Fare storytelling significa accrescere il valore della nostra azienda, se ne abbiamo una, o il nostro personal brand.

Ti è piaciuto questo articolo? Fammelo sapere nei commenti! 

E non esitare a chiedermi qualsiasi cosa.

Sarò felice di rispondere a tutte le tue domande.

Ci leggiamo presto! 🙂 

Alessandro

Come e perché un video diventa virale

Come e perché un video diventa virale

Ogni minuto su YouTube vengono caricate 300 ore di video [fonte]. Trecento ore di video al minuto significano 432.000 ore di video al giorno, 157.680.000 ore di video in un anno. Considerando una durata media di 5 minuti per video e le 300 ore di video caricate ogni minuto, in un anno vengono caricati più di 2.000.000.000 di video. Volendo guardare tutti i video caricati in un anno occorrerebbero 18.000 anni

Più di due miliardi di video ogni anno. Eppure solo alcuni di questi diventano virali. Qual è il loro segreto?
Non è necessario essere uno youtuber per rendersi conto che i video virali si distinguono in determinate categorie:

1) Epic Fail (Leggi paperissima). 
Un esempio? In questo video c’è un tizio che si tuffa “a bomba” in una piscina. Peccato che la stessa sia completamente ghiacciata. Il video, ripreso da più youtuber, ha raggiunto un numero spropositato di visualizzazioni. Quello qui sotto, ad oggi, è a 30 milioni.

2) Gattini, Cagnolini, Bambini.
Questo video di gatti che fanno cose buffe attualmente sfiora gli 80 milioni di visualizzazioni.

3) Talent show o programmi tv in genere.
Questo video è dell’edizione di X Factor UK del 2009. Si tratta dell’audizione di Danyl Johnson. Mentre scrivo questo articolo è a 38 milioni di visualizzazioni.

4) Personaggi famosi che fanno cose strane.
Nel video qui sotto c’è Johnny Depp visibilmente “brillo”, per usare un eufemismo, con Amber Heard, che prende a calci e bottigliate i mobili, beve altro vino e accortosi che lei lo sta filmando sbrocca definitivamente. Il video attualmente ha quasi 7 milioni di visualizzazioni.

(Nota: Depp non è nuovo a simili performance. In occasione degli Hollywood Film Awards, è stato chiamato per presentare il film documentario di Shep Gordon e Michael Mayers, dal titolo  “Supermensh”: È salito sul palco in condizioni… beh, giudicate voi. Il video è qui.)

5) Infine ci sono i video pianificati e realizzati nella speranza diventassero virali.

Sono stati pianificati, ma il successo non è affatto garantito. Pianificare un video nella certezza di renderlo virale è (a meno che non si disponga di mezzi e fondi in grosse quantità) una scommessa persa in partenza, perché, come avete visto, non esiste una regola precisa perché un video diventi tale e anzi, spesso a raggiungere milioni di visualizzazioni sono video girati casualmente. Pensate a un passante che riprende una rapina o un incidente spaventoso in cui un’auto cade da un viadotto ma il conducente, miracolosamente, si salva, oppure immaginate un giornalista del New York Times a cui cade la dentiera mentre intervista Donald Trump. Sono eventi imprevedibili e come tali non è possibile pianificarli. Se lo si fa, solitamente, il risultato è scadente.

Un esempio di video diventato virale pianificato è “TWO IDIOTS AT NIGHT IN IKEA“. In questo video due ragazzi belgi, di nome Bram e Florian, che su YouTube hanno il canale Bakuna Fatata, hanno pianificato appunto, di passare una notte dentro l’IKEA. Hanno aspettato l’orario di chiusura del negozio ma anziché uscire si sono nascosti in un armadio ed hanno filmato tutto. Una volta uscito il personale sono usciti dal loro rifugio ed hanno documentato la loro folle notte.

Il perché abbiano compiuto questa singolare impresa lo hanno spiegato loro stessi senza troppi fronzoli:

Il mio migliore amico ed io amiamo spingerci oltre i limiti. Non accettiamo lo status quo. La vita è fatta di esperienze e ricordi. Esiste una citazione che dice: “Non rimpiangere quello che hai fatto, rimpiangi quello che non hai fatto”. La vita è un grande video di Youtube. E sarà meglio che tu lo renda interessante perché, quando arriverà alla fine, tu sarai andato e non avrai una seconda occasione.

Per questo abbiamo provato a dormire per una notte dentro l’Ikea. Qui c’è la nostra esperienza. Sentitevi liberi di condividere il video e il nostro messaggio. Non dimenticate un bel like, se vi è piaciuto, e di iscrivervi al nostro canale se volete vedere altre cose nostre in futuro.

Come vedete i due ragazzi hanno decisamente pianificato il video e nelle loro parole si vedono ben due Call To Action.
Ma sono riusciti nella loro impresa? Beh, direi proprio di sì. Una volta pubblicato il video ne hanno parlato praticamente tutti i giornali del globo. Attualmente conta oltre 1 milione e 600 mila visualizzazioni e i due ragazzi vantano già diversi tentativi di emulazione.

notte ikea
Un altro splendido esperimento di video virale pianificato è quello di Fabio Zaffagnini.
Fabio ha un sogno: ama il rock e vuole portare i Foo Fighters, il suo gruppo musicale preferito, a Cesena.
Comincia a lambiccarsi il cervello finché non gli viene un’idea. Un’idea un po’ pazza: portare mille musicisti in un luogo aperto e farli suonare tutti insieme un pezzo dei Foo Fighters.
Fabio è fortemente motivato, non ha intenzione di fermarsi e procede così: riunisce un team variegato e dalle competenze diverse in cui ogni membro ha  un ruolo bene definito.
Lui ed il suo team pianificano tutto in 4 step:

  • Raccogliere 40.000 € con un crowdfunding 
  • Trovare 1000 musicisti
  • Farli suonare tutti insieme “Learn to fly”
  • Far arrivare i foo fighters a Cesena.

Com’è andata? È andata che il video dei Rock In Mille ha 33 milioni di visualizzazioni e il leader dei Foo Fighters – Dave Grohl – ha risposto al video con un suo video nel quale ha accolto l’invito. I Foo Fighters sono infatti andati a Cesena a suonare.

Qui sotto il video dei Rock In Mille. Fatevi un regalo: guardatelo. Trasmette un’energia pazzesca e questo a mio avviso spiega il perché sia diventato virale.

Qui sotto la replica di Dave Grohl 


E in ultimo qui il concerto dei Foo Fighters a Cesena, il 3 novembre 2015.

Concludendo, come dicevo, non esistono ricette, o forse sì, una: siate sinceri, credeteci e non mollate. Mai

P.S. i 5 video più visti su YouTube sono cinque video musicali.

  1. PSY – Gangnam Style (2 miliardi e 600 milioni di visualizzazioni)
  2. Wiz Khalifa e Charlie Puth – See You Again (2 miliardi e 100 milioni di visualizzazioni)
  3. Mark Ronson e Bruno Mars – Uptown Funk (1 miliardo e 900 milioni di visualizzazioni)
  4. Taylor Swift – Blank Space (1 miliardo e 800 milioni di visualizzazioni)
  5. Justin Bieber – Baby ft. Ludacris (1 miliardo e mezzo di visualizzazioni)

Ti è piaciuto questo articolo? Sì? Beh, rendilo… virale 🙂

Ci leggiamo presto!

Alessandro

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